cenni di storia: dal belcanto alla tecnica del mix

La tecnica vocale del “MIX” si basa sui princìpi della tradizione belcantistica italiana settecentesca tramandata nel tempo da Riccardo Daviesi, E.Herbert-Caesari e sostenuta da gloriosi cantanti tra i quali Antonio Cotogni, Mattia Battistini, Beniamino Gigli, Adelina Patti, Tito Schipa.

Permette di formare voci capaci di cantare in una maniera libera naturale e collegata dalla zona più grave dell’estensione fino alla zona acuta, senza alcun break o improvviso cambiamento nella qualità timbrica.

Ma da cosa nasce la moderna tecnica del mix?

La moderna tecnica del Mix affonda le sue origini proprio nel Belcanto all’italiana. L’originale tecnica settecentesca, (per tradizione  più legata alla canto classico che al  pop rock moderno) , è stata restaurata dal grande insegnante americano Seth Riggs, che per primo intuì la grande potenzialità che tale metodologia avrebbe avuto su tutte le voci ( dal classico al moderno).

Grazie a questa grande intuizione,  il belcanto all’italiana classico è stato aggiornato ai moderni stili e alle esigenze del canto moderno.

Grazie a Riggs nasce così lo ” Speech level singing” cioè Il “canto a livello parlato” come lui stesso definì tale possibilità di espressione vocale,   che si basa sulla possibilità ( già insegnata dai docenti di Belcanto)  di mantenere collegata la voce dalla nota più grave a quella più acuta dell’estensione, mixando e uniformando i registri vocali, (Da qui, “tecnica del Mix”).

Ma cos’è il ” Belcanto”?

Il belcanto, è la tecnica vocale  più antica ( sin dal 1700),  ed è caratterizzata dal passaggio omogeneo dalle note gravi alle acute, da agilità nell’ornamentazione e nel fraseggio e dalla concezione della voce umana come strumento.

Il Termine ” Belcanto” è una parola italiana usata in tutto il mondo, riferita  all’arte e alla scienza della tecnica vocale che si  affermò alla fine del XVI secolo.

Con la diffusione della melodia composta per una sola voce portò i compositori, e i cantanti a curare in modo più preciso la disciplina del canto, che si concretizzò con la nascita di vari esercizi, chiamati vocalizzi , che avevano la funzione di allenare le voci artistiche del tempo  ad una migliore esecuzione delle opere classiche. I compositori dell’epoca (come ad esempio esponenti della scuola napoletana come Nicola Porpora e Alessandro Scarlatti) favorirono questa tendenza creando melodie adatte a tale tecnica.

Il Belcanto è caratterizzato dalla perfetta uniformità della voce dalla parte più grave dell’estensione alla parte più acuta.

La grande e perfetta uniformità della voce in tutta la sua estensione, scollegando tale principio dimanico al volume della stessa, ha fatto sì che tale tecnica si sia imposta come l’unica possibilità per i cantanti professionisti che tengono alla sanità del proprio strumento dal 700 ai giorni d’oggi, questo perchè lavorando in tale direzione le voci hanno una durata indefinita nel tempo e una resa maggiore.

Ed una innegabile cura estetica che tale tecnica assicura.

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